Caccia allo stambecco con Wittgenstein

sur Caccia allo stambecco con Wittgenstein de Leo Tuor

«La caccia è come la vita. È appena cominciata ed è già bell’e che finita». Cosa più dell’esilità di un bel libro, può confermare una tale massima? E cosa più della bravura di uno scrittore nel far vivere questo libro, può rendere la brevitas – reale o apparente –, una temibile arma di precisione? Leo Tuor riesce a raccontare in poche pagine tutta una stagione di caccia allo stambecco, l’animale totem del Cantone dei Grigioni, plasmando i tempi e i ritmi a piacimento, grazie a ellissi e sospensioni, e soprattutto grazie a una buona dose d’ironia. L’andamento narrativo rispetta non solo i vertiginosi silenzi della montagna, ma anche le piccole-grandi frustrazioni umane che si creano al suo cospetto. La natura detta legge e al cacciatore non rimane che far uso sapiente delle gambe e del binocolo (o del mirino); tra bagliori di insofferenza verso le regole e le costrizioni, poetiche visioni di cieli e rocce, ma anche frammenti – non privi di sarcasmo – di manie e rituali venatori, emergono tentativi di comprensione, di lettura di un mondo… del mondo. La brillante traduzione dal romancio sursilvano è di Roberta Gado.

(Roberta Deambrosi, Viceversa ha letto..., 13.08.2014)

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