Apparentemente impegnativo, eppure di grande naturalezza, il titolo della seconda raccolta poetica di Vanni Bianconi – Il passo dell’uomo, che non a caso segue un altro titolo significativo come Ora prima (Casagrande, 2008) – sembra già suggerire molte cose. E infatti, afferma Fabio Pusterla, «Nelle tappe del suo incedere, Bianconi incontra le esperienze essenziali della vita – la morte, l’amore, la paternità». Un viaggio ritmato da molti dettagli; dettagli infimi e allo stesso tempo, proprio perché infimi, universali: «Un gatto ferito nel patio / non si può muovere, fissa per ore / per due giorni ancora con odio / gli uccelli nascosti nei muri».
(Yari Bernasconi, «Viceversa Letteratura», n. 7, 2013)