Le Livre d'Aimée

sur Le Livre d'Aimée de Sylviane Chatelain

E' un romanzo che cerca caparbiamente un difficilissimo equilibrio, quest'ultimo di Sylviane Chatelain. Da leggere tutto d'un fiato o invece lentissimamente, come fosse un lungo poema: le frasi brevi, oneste, distillate, non ingannino, l'essenziale sta scritto ai margini del testo: delle tre storie raccontate - l'una inscatolata nell'altra - non avremo che l'essenziale, una serie di immagini: una narrazione distesa solo per momenti, e spesso momenti luttuosi. E' questo il difficile equilibro che il romanzo ricerca: tenersi sospesi tra la consapevolezza del tradimento delle parole (anche quelle d'amore, anche quelle che tradiscono dopo un tratto di vita) e la fiducia in un senso baluginante, in una speranza, soprattutto. Da un lato, allora, c'è la struttura difficile del testo in cui la scrittrice parla in prima persona di un suo personaggio misterioso, che sotto la pioggia, in un paese solitario, si allontana da tutto e forse medita di ricominciare, prima di scomparire nella neve. A sua volta questo personaggio ha con sé un album disegnato, e in questo si svolge il percorso di vita della bambina - la piccola Aimée dalla gonna azzurra del titolo - vorace di libri ed abbandonata dai genitori (le pagine più intense di questo libro sono quelle delle lacerazioni, delle morti, delle agonie). In questo gioco di specchi il filo conduttore non è la storia - le tre storie, che si fatica a cogliere nella loro interezza e nei loro nessi sotterranei - ma le immagini: prima ed ultima quella di Aimée, ormai madre, che si staglia sopra la collina e lascia dietro le spalle il passato, valica le parole con il loro bagaglio di sofferenze. Se il "nastro delle parole" unisce queste vicende, dunque (e si raddoppia in una riflessione sulla natura del linguaggio, in particolare della memoria poetica), i destini disegnati in questo Livre d'Aimée si possono penetrare solo attraverso gli spazi bianchi che lasciano sulla pagina: sogno difficile della scrittrice: forse un giorno, la vita si potrà scrivere da sé, senza parole. (Pierre Lepori)

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