Una storia d’amore fra due persone entrambe sottomesse, seppur in modo diverso, al potere di qualcuno o di qualcosa. Sullo sfondo, la Romania di Ceaușescu. Ormai fragilizzato da una misteriosa malattia che lo sta paralizzando, il trader Augusto Castiglioni racconta la sua vita fatta di sfarzo, stordimento, ricchezza, corse al potere e tante scelte sbagliate. È Achilina, una giovane rumena amante suo malgrado del funzionario del regime venditore di petrolio Viktor Janku – in affari con l’io narrante –, ad aprire uno scorcio umano dentro a questa vita che segue la sola « etica del fare milioni ». Un personaggio ambiguo, quello del protagonista, e forse proprio per questo credibile; reale proprio perché vero nella sua ipocrisia. Osservatore non convenzionale, il narratore si sofferma sulla realtà che lo circonda, regalandoci descrizioni a tratti singolari che riescono a immergerci nei dettagli di un’immagine, di una sensazione. Il ritmo della narrazione rende il romanzo avvincente e convince lì dove viene a mancare la trama. Di per sé poco sorprendente, quest’ultima delude soprattutto per il finale un po’ superficiale che riduce purtroppo il potenziale delle pagine di Saltini. (Carlotta Bernardoni-Jaquinta, "Viceversa ha letto")